A Rimini in funzione lo sportello. Per lei antiviolenza e stalking. Rompi il silenzio: una relazione tra donne che porta i suoi frutti.

di Paola Gualano, Associazione Rompi il Silenzio

Pubblicato su www.womenews.net   (09/08/07)

Potrebbe capitare a tutte di subire violenza, perché la violenza contro le donne non è riducibile alla devianza di maniaci e sarebbe fuorviante ricondurla ad un ‘disordine’. Non esiste un nemico oscuro nascosto per le nostre strade: il ‘male’ è nelle nostre case, nelle nostre famiglie, nelle persone che amiamo di più al mondo. E non possiamo neppure rimandare la violenza ad una arretratezza culturale o ad un retaggio del passato: questa tragedia, questo scandalo, riguarda tutte le classi sociali, ogni livello di istruzione, le province come le grandi città, ogni latitudine e longitudine del mondo, ogni paese, ricco o povero, come se le donne, per troppi uomini, fossero davvero un pericoloso nemico.

La violenza contro le donne, così come appare dalle ricerche effettuate in ambito nazionale ed anche nella nostra regione, si delinea come un evento a forte impatto sociale, anche in considerazione del fatto che i dati raccolti costituiscono solo una parte delle violenze che accadono. Un elemento allarmante che questi studi mettono in risalto, è una percentuale preoccupante che riguarda la violenza intrafamiliare su altri tipi di violenza e questo suggerisce che, oltre alle donne, ci sono bambini che, quando non subiscono direttamente la violenza, crescono in un ambiente connotato da tale forma di devianza.

Il mondo del volontariato in primis e la successiva integrazione con le Istituzioni ha permesso la creazione di Centri Antiviolenza e Case Rifugio, finalizzati a fornire consulenza, ascolto, sostegno ed accoglienza a donne, anche con figli, minacciate o vittime di violenza fisica, sessuale, psicologica e di costrizione economica.

In questi luoghi le donne possono trovare risposte al loro bisogno di protezione, sicurezza ed aiuti concreti per uscire dalla situazione di violenza, tramite una metodologia di intervento che permette loro una rielaborazione dei propri vissuti, l’utilizzo delle risorse del territorio e il confronto.